6 novembre 2018

Fotografare l’aurora boreale

Come molti fotografi ho sempre sognato di fotografare un’aurora boreale e nel 2017 l’ho trovata in un Parashoot, nascosta in un gioco di riflessi per terra proprio a Milano.
Per trovare quella vera però ho dovuto andare in Islanda!

A volte la fotografia è magica

Estate 2018 – Islanda

Una sera durante la mia vacanza, ho deciso di fare qualche foto notturna.
Questa immagine l’ho scattata attratto dal riflesso delle luci sulla sabbia bagnata. Non avendo con me un treppiede ho avvolto la mia Sony nella sciarpa e l’ho appoggiata su uno scoglio.
Dopo una posa di 30 secondi e dopo i 30 secondi necessari per l’elaborazione interna della fotocamera questo è quello che è apparso!

Senza rendermene conto, per la prima volta nella mia vita, ho fotografato un’aurora boreale. Era sopra la mia testa! Io, abbagliato dai lampioni non la vedevo ma la fotocamera sì.

A volte la fortuna!

Come può accadere di fotografare qualcosa di “invisibile”?

Questo fenomeno particolare può accadere perché i sensori o le pellicole hanno un vantaggio sul nostro occhio.
Cioè sono in grado di accumulare luce durante una posa lunga. Quindi durante i 30 secondi di esposizione, il sensore ha ricevuto luce e ha potuto “vedere” quello che io non vedevo.

L’occhio umano per fortuna non ha la capacità di accumulare la luce. Se così fosse infatti perderemmo la percezione di cosa sta accadendo momento per momento.

A caccia dell’aurora boreale

Considerato il risultato sorprendente della prima foto, qualche notte più tardi, trovandomi in una zona priva di inquinamento luminoso, nonostante le previsioni che davano la possibilità di aurora a 3 su una scala di 9, ho deciso di sfidare la fortuna e il freddo gelido.
Mi sono allontanato dall’albergo e ho piazzato la mia fotocamera su una pietra. Dopo un’ora di attesa sono stato premiato e questa volta oltre a fotografare una splendida aurora boreale, sono anche riuscito a vederla ad occhio nudo.
Avendo però dovuto rinunciare alla mia sciarpa, utilizzata per tenere ferma la macchina fotografica, sono tornato a dormire con un gran mal di testa.
Ma ne è valsa la pena! Peccato che alle nostre latitudini sia impossibile vederle.

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